Guida di Pralormo

Il bed&breakfast da Chiara e la storia di Pralormo

Cenni di storia di Pralormo, il paese del bed-breakfast da Chiara
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Pralormo e la sua storia
Il paese di Pralormo, dove è sito il bed & breakfast da Chiara, si adagia sulla collina ai margini sud-orientali della provincia di Torino, in un area di transizione tra le estreme propaggini del Pianalto e l 'inizio del Roero, in una posizione strategica sulla direttrice che collega il capoluogo ad Alba, a cavallo fra Carmagnolese e Chierese. Il toponimo è la sintesi di due parole "pratum ad ulmum", nome deriva probabilmente dalla tradizione longobarda di piantare piante (olmi, querce, etc.) in punti simbolici dell'abitato.
Numerose citazioni su Pralormo compaiono nel XIII sec. e coincidono con la pianificazione territoriale portata a compimento dall'allora potentissimo comune di Asti al fine di rendere sempre più sicure le vie del commercio dei mercanti astigiani verso l'Europa. E' opinione di molti storici che l'origine sia più antica e che la località sia identificabile con la "Predarolo" citata nell'atto di donazione del 14 marzo 1065 nel quale Adelaide di Susa, figlia del marchese di Susa e conte di Torino Olderico Manfredo II, cedeva diverse terre al vescovo di Asti. 
All'inizio del duecento Pralormo, paese del bed&breakfast da Chiara, sembra essere suddiviso tra due importanti famiglie: i signori di Anterisio e i Desaya da un lato, che controllavano il settore da Ceresole a Stuerda fino al torrente Rioverde, e i Gorzano dall'altro, che estendevano la loro influenza verso ovest fino al margine dei rilievi che si affacciano al torrente Rio Verde.
L'autorevole esperto di storia del Roero Baldassarre Molino, sostiene l'ipotesi che il nuovo centro di Pralormo sia sorto, attorno alla metà del duecento, contemporaneamente a quello di altri paesi quali Poirino, Montà d'Alba, Buttigliera d'Asti, Canale. Nel 1276 come si desume da una convenzione con il comune di Asti, i Gorzano sembrano essere i soli signori del castello e del luogo di Pralormo. 
All'inizio del secolo XIV i consignori del feudo di Pralormo furono i Pelletta e qualche decennio più avanti i Roero, famiglia che conservervò il feudo almeno in parte fino ai primi vent'anni  dell'Ottocento. I secoli XVI e XVII furono molto importanti nella storia del feudo perché alla famiglia dei Roero si affiancarono nuove famiglie: i Costa della Trinità e di Polonghera, i Petrina, i Dal Pozzo di Voghera, i Beraudo, e i Ferrero della Marmora. Tutto ciò dipese dal fatto che nel XVI secolo si estinsero due linee dei Roero la cui eredità spettò, in virtù di accordi matrimoniali, ai Costa di Arignano e di Polonghera e ai Costa della Trinità. Infatti nel 1574 Luciana e Caterina Roero ultime discendenti di Gerolamo Roero divisero l'eredità paterna. Questo atto rappresenta un momento importante della storia di Pralormo per due motivazioni: la prima è che in esso sono contenuti preziosi dati sulla storia del paese e delle cascine che facevano parte della divisione ereditaria, la seconda è che da qui iniziarono innumerevoli trasmissioni ereditarie e alienazioni che portarono nel feudo nuove famiglie. 
Era il 15 novembre 1679, quando Cristina Broglia, vedova di Giorgio Maria Costa della Trinità, cedette un terzo del feudo a Giacomo Beraudo che ne fu investito nel maggio del 1680. Giacomo, presidente del senato, ottenne, il 20 gennaio 1680, anche la concessione del titolo comitale per la porzione di giurisdizione da lui acquisita sul luogo. Nel 1679  Felice Ferrero della Marmora acquistò dal cognato Francesco Costanzo di Polonghera la restante terza parte del castello. 
Nella storia del paese si possono identificare due importanti figure storiche appartenenti rispettivamente al XVIII e al XIX secolo, il cardinale Giovanni Battista Roero ed il conte Carlo Beraudo di Pralormo. Il primo nato ad Asti nel 1684 fu vescovo di Acqui dal 1727 fino al 1744, anno in cui venne nominato arcivescovo di Torino. A testimonianza della operosa attività di Giovanni Battista Roero rimangono tra le varie opere fatte realizzare a Torino la facciata della chiesa di S. Teresa dei Carmelitani Scalzi. 
Il conte Carlo Beraudo di Pralormo ricoprì un ruolo importante nella grande storia della prima metà del XIX secolo. Iniziò la sua carriera nella legazione sarda di Berlino (1814 – 1817) e di Parigi (1820 – 1821). Fu ministro plenipotenziario a Parigi e a Vienna e per i meriti acquisiti ricoprì il ruolo di ministro delle finanze e ministro dell'interno del re di Sardegna Carlo Alberto. Nominato senatore nel 1848, negoziò con l'Austria la pace di Milano nel 1849. Nel 1850 si ritirò a vita privata e gli venne conferita l'onorificenza del collare dell'Annunziata e la dignità di Ministro di Stato. A quest'ultimo si deve l'unificazione della proprietà del feudo intorno al 1830, quando acquistò dai Roero e dai La Marmora le altre due parti.  (fonte Comune di Pralormo)
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